L'ansia del primo colloquio psicologico
Presentarsi nello studio di uno psicologo non è quasi mai facile. Spesso si arriva a quel primo incontro con mille dubbi e ansie: riuscirò a spiegare cosa mi fa stare male? E lo psicologo riuscirà a capirmi? Mi sentirò a disagio? Mi metterò subito a piangere?
A volte le questioni che hanno fatto decidere di iniziare un percorso sono così tante e così ingarbugliate che si teme di non riuscire a comunicarle nel primo colloquio.
“Non so da dove partire”
C’è chi una volta seduto sulla poltroncina del mio studio (o connesso alla prima videochiamata) parte a raccontare come un fiume in piena, c’è chi invece mi guarda con apprensione e mi dice “non so da dove partire”. In realtà non c’è un punto giusto da cui iniziare a raccontare e non serve dover dire tutto già nel primo colloquio. Infatti, quando la persona si sente bloccata o confusa, il mio ruolo è proprio quello di aiutare a orientarsi. Attraverso domande mirate, accompagno il paziente a dare forma a ciò che sta vivendo: a chiarire i suoi vissuti, a mettere a fuoco le situazioni che generano sofferenza e a comprendere meglio cosa l’ha portata a cercare un supporto psicologico e cosa si aspetta da questo percorso. In questo processo, è la parola della persona a guidare il lavoro: è a partire da ciò che porta e dal significato che assume per lei che si costruisce il percorso.
Il colloquio come spazio di ascolto e orientamento
È proprio dall’iniziale groviglio che il paziente porta in colloquio che è possibile l’incontro con qualcosa di nuovo: parti di sé non ancora conosciute, capitoli della sua storia che sono rimasti inesplorati, emozioni che non hanno mai trovato uno spazio per esprimersi.
Nel mio modo di lavorare, presto molta attenzione a ciò che accade nel “qui e ora” della seduta. A volte il corpo arriva dove le parole si fermano: un respiro affannato, una tensione nelle spalle o un’emozione improvvisa sono segnali preziosi. In questo spazio sicuro, ci fermeremo ad ascoltare questi vissuti, a trasformarli in parole e significati.
Che il primo colloquio avvenga in presenza nel mio studio a Verona oppure online, l’obiettivo per me rimane lo stesso: offrire uno spazio accogliente in cui permettere al paziente di mettere in parola la propria sofferenza. Le sedute, sia in presenza che online, avvengono all’interno di uno spazio riservato e protetto dalla privacy, in cui ciò che viene condiviso rimane strettamente confidenziale. Questo permette di potersi esprimere con libertà, anche quando si stanno portando emozioni delicate o ancora difficili da nominare.
Per avere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio con me è possibile contattarmi per mail o per telefono attraverso la pagina Contatti del mio sito internet.