LIBRI DI PSICOLOGIA: DA DOVE INIZIARE

Una selezione di saggi divulgativi per avvicinarsi alla psicologia

La psicologia è un campo vastissimo, attraversato da teorie, approcci e linguaggi molto diversi tra loro. Per chi vi si avvicina per la prima volta, può essere difficile decidere da che libri iniziare.

Lo so bene per esperienza personale. Prima di iscrivermi all’università ho letto molti libri di psicologia da autodidatta: alcuni li trovavo affascinanti ma troppo specialistici, altri mi sembravano più comprensibili ma banali o poco accurati.

Trovare testi accessibili e al tempo stesso rigorosi non è sempre semplice. Per questo ho raccolto in questo articolo alcuni libri che possono rappresentare un buon punto di partenza per chi desidera avvicinarsi alla psicologia. Ho scelto testi divulgativi, coinvolgenti ma al tempo stesso non superficiali, in modo da offrire una panoramica della psicologia contemporanea anche a chi non ha conoscenze pregresse. Molte persone si avvicinano alla psicologia perché stanno cercando di capire qualcosa di sé stesse, degli altri o delle relazioni che vivono. Per questo credo sia importante iniziare da libri che sappiano essere rigorosi senza risultare respingenti.

Questa non è una lista dei “grandi classici” della disciplina. Alcuni autori fondamentali della storia della psicologia – come Freud o Jung – meritano certamente di essere letti, ma non sempre rappresentano il punto di partenza migliore per chi si avvicina per la prima volta alla materia o la esplora da autodidatta.

1. Elogio dell'inconscio

copertina libro "Elogio dell'inconscio"

In questo saggio il professor Recalcati parte da una considerazione piuttosto cupa: oggi la psicoanalisi rischia di essere messa all’angolo da un discorso sociale sempre più orientato alla prestazione e alla ricerca di soluzioni rapide, che lascia sempre meno spazio alla dimensione del desiderio e dell’inconscio. L’inconscio è stato spesso raccontato come il luogo dell’irrazionale e delle pulsioni selvagge, qualcosa quindi da arginare e controllare in nome del progresso e della razionalità. Si dimentica però che, per Freud e per la tradizione psicoanalitica, l’inconscio custodisce anche la nostra verità soggettiva, il nostro modo singolare di stare al mondo.

Tentare di metterlo a tacere significa rischiare di perdere il contatto con il proprio desiderio, con ciò che ci muove e ci orienta al di là delle aspettative e delle richieste dell’ambiente che ci circonda. Come scrive Recalcati: «Non c’è, in effetti, per la psicoanalisi malattia più terribile di questa: vivere senza avere accesso al proprio desiderio».

2. Focus di Daniel Goleman

La capacità di prestare attenzione è una delle abilità più importanti di cui siamo dotati ed è messa in seria crisi dall’enorme quantità di stimoli con cui entriamo in contatto ogni giorno. L’attenzione, ci spiega Goleman, non ha a che vedere solo con la performance lavorativa o lo studio, è trasversale a tutte le attività della nostra vita. Sta alla base della nostra capacità di relazionarci con gli altri e provare empatia, è indispensabile per ascoltare il nostro mondo interiore e prendere decisioni allineate ai nostri desideri più profondi. Inoltre, secondo Goleman la capacità di prestare attenzione è decisiva per trascinarci fuori dalle crisi collettive che stiamo vivendo, come l’emergenza climatica.

In Focus, Goleman, già famoso per il suo bestseller “Intelligenza emotiva”, passa in rassegna gli studi scientifici sull’attenzione per dare al lettore non solo delle nozioni tecniche di psicologia, ma anche degli spunti pratici per muoversi nel mondo in modo più attento e dunque più consapevole.

3. Come cambiare la tua mentale di Michael Pollan

Nonostante il titolo possa far pensare a un libro di self-help, Come cambiare la tua mente è un saggio di divulgazione scientifica sulle sostanze psichedeliche. Michael Pollan ripercorre la storia della ricerca sugli psichedelici, intrecciando le proprie esperienze personali con interviste a ricercatori, neuroscienziati e clinici che hanno contribuito a rilanciare questo campo di studi negli ultimi anni. Il libro attraversa temi molto diversi – dalle neuroscienze alla filosofia, fino alle implicazioni culturali e sociali dell’uso degli psichedelici – e offre una riflessione affascinante su alcuni aspetti ancora poco compresi del funzionamento della mente umana.

Perché inserirlo in una lista di libri introduttivi alla psicologia? Perché la ricerca sugli psichedelici, al di là del dibattito che suscita, sta contribuendo a mettere in discussione alcune idee consolidate sulla coscienza, sul senso del sé e sul rapporto tra cervello ed esperienza soggettiva. Una parte del libro è inoltre dedicata alle possibili applicazioni cliniche di queste sostanze, oggi oggetto di ricerca per il trattamento di condizioni come la depressione resistente farmaci.

4. Come as you are di Emily Nagoski

E dopo aver parlato di droghe, parliamo di sesso.

La sessualità è uno dei temi psicologici che suscitano più curiosità, ma anche uno di quelli intorno ai quali circolano più miti, semplificazioni e informazioni imprecise. Emily Nagoski, educatrice sessuale e ricercatrice specializzata nella sessualità femminile, raccoglie in questo libro alcune delle più solide evidenze scientifiche sul tema e le rende accessibili con uno stile chiaro, leggero e mai banalizzante.

Come As You Are spiega i meccanismi dell’eccitazione e del piacere, ma affronta anche aspetti più complessi, come il ruolo del contesto, delle emozioni, delle esperienze traumatiche e dei messaggi culturali che influenzano il modo in cui ciascuno vive la propria sessualità. È un saggio che invita ad interrogarsi sui propri tabù interiorizzati e a guardare alla sessualità con curiosità, consapevolezza e gentilezza verso sé stessi.

5. L’eredità emotiva di Galit Atlas

Galit Atlas, psicoanalista e docente universitaria, in questo libro racconta le storie dei suoi pazienti per mostrare il funzionamento del trauma generazionale. Attraverso il racconto del processo clinico, mostra come eventi traumatici, lutti e aspetti non elaborati della storia di una famiglia possano continuare a produrre effetti nelle generazioni successive. La stanza d’analisi diventa allora il luogo in cui fronteggiare i fantasmi del passato per dare un nome a ciò che è rimasto in ombra e provare a costruire un rapporto diverso con la propria eredità familiare. Alle vicende dei pazienti si alternano pagine più divulgative in cui Atlas introduce alcuni concetti fondamentali della psicoanalisi e offre uno sguardo su ciò che può accadere durante un percorso terapeutico. È un libro che non solo offre uno scorcio su ciò che avviene durante una seduta psicoanalitica, ma permette anche di rivedere sotto una nuova luce la storia della propria famiglia e il modo in cui questa ha orientato il proprio presente. 

Al tema della psicoterapia ho dedicato anche questo articolo che parla del perché non può essere ridotta “al fare due chiacchiere” e in cosa sta il suo potere trasformativo.

6. Hidden Valley Road di Robert Kolker

La schizofrenia è una delle condizioni psichiatriche più complesse e misteriose. Hidden Valley Road racconta questa complessità attraverso la storia della famiglia Galvin, diventata suo malgrado parte della storia della ricerca scientifica su questa psicopatologia.

Tutto inizia negli Stati Uniti degli anni Quaranta, quando Don e Mimi Galvin si innamorano, si sposano e costruiscono una famiglia che incarna perfettamente il sogno americano: hanno 12 figli, ricoprono un’ottima posizione sociale e sono apprezzati e ammirati dalla comunità in cui vivono. Il sogno però si trasforma rapidamente in incubo: nel giro di pochi anni a 6 dei loro figli viene diagnosticata la schizofrenia. Da lì la famiglia Galvin cade in una spirale discendente di violenze, abusi, segreti e tradimenti. Accanto alla vicenda dei Galvin, Robert Kolker ricostruisce anche la storia della ricerca sulla schizofrenia: la nascita dei primi trattamenti farmacologici, l’influenza delle diverse teorie psicologiche e i numerosi errori (e orrori) che hanno segnato la storia della psichiatria.

7. Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman

Daniel Kahneman è uno degli psicologi più influenti degli ultimi decenni e, insieme ad Amos Tversky, ha rivoluzionato il modo in cui pensiamo al giudizio e al processo decisionale. Per il suo lavoro ha ricevuto persino il Premio Nobel per l’economia (sì, perché il Nobel per la psicologia ancora non esiste).

In Pensieri lenti e veloci, attraverso esperimenti, aneddoti e casi di studio, Kahneman ci accompagna nel mondo della psicologia cognitiva e mostra quanto il nostro modo di pensare sia più soggetto ad errori di quanto siamo disposti ad ammettere. Perché a volte prendiamo decisioni di cui ci pentiamo? Perché ci lasciamo influenzare da informazioni irrilevanti? E perché siamo spesso così sicuri di giudizi che si rivelano sbagliati? La grande intuizione di Kahneman è che la mente umana utilizza continuamente scorciatoie e strategie rapide per orientarsi nella complessità del mondo. Nella maggior parte dei casi funzionano bene ma, in alcune situazioni, possono portarci a commettere errori di giudizio e farci prendere scelte totalmente sbagliate. Oltre ad essere un saggio bellissimo, è anche una grande lezione di umiltà perché invita a rivedere le proprie certezze e a mettere in dubbio l’idea che i nostri comportamenti siano sempre razionali.

Esistono molti modi per avvicinarsi alla psicologia e questa lista è per forza di cose parziale. Se però c’è qualcosa che questi libri hanno in comune è il loro invito a mettere in discussione le idee che diamo per scontate su noi stessi e sugli altri.

Le nostre decisioni, il rapporto con il corpo e la sessualità, la storia della nostra famiglia, i nostri desideri sono spesso meno trasparenti di quanto immaginiamo. In questo senso la psicologia ci ricorda che c’è sempre qualcosa di noi che resta da scoprire, da comprendere e da interrogare.

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