Tra il momento in cui una persona comincia a sperimentare una sofferenza psicologica e quello in cui decide di richiedere un aiuto professionale può intercorrere un periodo di tempo molto lungo. Secondo uno studio di Philip S. Wang e colleghi pubblicato nel 2007, solo il 40% delle persone si rivolge a un professionista durante il primo anno dall’insorgenza della sofferenza psicologica, mentre il tempo medio di attesa prima di chiedere aiuto è di circa 8 anni.
(Link per leggere lo studio completo di Wang e colleghi.)
Perché si aspetta così tanto prima di chiedere aiuto?
Molte persone tendono a minimizzare la loro sofferenza e cercare di tenere duro il più a lungo possibile pensando che il proprio disagio non sia “abbastanza grave” da meritare attenzione sanitaria. Dietro a questa difficoltà nel chiedere aiuto possono esserci motivazioni molto diverse.
C’è chi pensa che chiedere aiuto sia in qualche modo un’ammissione di debolezza, laddove soffrire in silenzio sia invece segno di forza.
C’è chi mette sempre davanti qualcosa di più urgente per cui il proprio benessere psicologico viene costantemente spostato in fondo alla lista delle priorità.
C’è chi pensa (magari perché se l’è sentito ripetere da altri per tutta la vita) che i veri problemi sono altri, che c’è chi sta peggio.
Spesso però il punto è che noi esseri umani siamo estremamente bravi ad adattarci. Ci sono persone che pur avendo un disagio significativo riescono comunque a sopravvivere e portare avanti le proprie attività quotidiane come lavorare, studiare, prendersi cura dei figli ecc.
Il dolore emotivo, l’ansia, il rimuginio, il senso di vuoto vengono costantemente spostati in un angolo della coscienza, nella speranza che ignorando il problema ad un certo punto questo sparisca da solo.
andare avanti nonostante la sofferenza
Dietro agli anni di attesa si nasconde spesso l’idea che rivolgersi a uno psicologo sia l’ultima spiaggia, la cosa da fare quando la sofferenza è diventata insostenibile e tutti i tentativi di gestire la situazione da soli hanno fallito. Nel frattempo ci si barcamena, si sviluppano strategie per anestetizzarsi dalle proprie emozioni, dai pensieri, dai ricordi dolorosi. Se da una parte queste strategie sul breve termine possono aiutare a tenersi in piedi nei periodi più difficili, sul lungo termine rischiano di trasformare la vita in un deserto: permettono di evitare il dolore ma fanno anche perdere il contatto con la propria autenticità e vitalità.
Proprio questa capacità di adattarsi e continuare ad andare avanti può rendere difficile riconoscere quanto quella sofferenza stia incidendo sulla propria vita.
Il fatto è che il disagio psicologico non sempre si manifesta in forme eclatanti, può esprimersi in modi sottili come costante senso di tensione, sintomi fisici di natura psicosomatica, fatica nello stare nelle relazioni, preoccupazioni e rimuginio. Ci sono persone che continuano a portare avanti le proprie attività anche mentre dentro, lentamente, qualcosa si irrigidisce o si spegne. E proprio perché si continua in qualche modo a farcela, a funzionare, il proprio disagio rischia di essere continuamente minimizzato, messo da parte.
Quando iniziare un percorso psicologico
Per iniziare un percorso psicologico non bisogna per forza aspettare di aver toccato il fondo. Si può chiedere aiuto nel momento in cui si riconosce che un sintomo sta occupando da troppo tempo uno spazio importante nella loro vita.
Un percorso psicologico può iniziare anche da un dubbio, da una fatica difficile da definire o dal desiderio di comprendere meglio ciò che si sta vivendo. È darsi la possibilità di fermarsi e dare senso a quelle questioni che per molto tempo sono state minimizzate, ignorate o rimandate. Riconoscere il proprio disagio e concedersi uno spazio di ascolto può rappresentare un primo passo importante per ritrovare un contatto più autentico con sé stessi e riaprire possibilità che nel tempo sembravano essersi ristrette.
Per chi si interroga su cosa accada concretamente durante un primo incontro con uno psicologo, può essere utile leggere anche l’articolo: “Il primo colloquio psicologico: come si svolge e cosa aspettarsi“.
Per informazioni o per prenotare un primo colloquio è possibile contattarmi tramite la pagina Contatti del sito.